Rassegna Giurisprudenza



» Giurisprudenza » Rassegna giurisprudenza

Curia

Giudice

Provvedimento

Principi

Fattispecie

Tribunale di Roma Sezione 6 Civile

Alessandra Imposimato

Sentenza n. 8593/2016

Il credito maturato, dal proprietario, per via della usurpazione (occupazione) del proprio immobile, da parte di terzi, è notoriamente di natura risarcitoria, non indennitaria, perché trae titolo da un illecito aquiliano (oltretutto permanente), sanzionabile ex art. 2043 c.c. (in tal senso, ex plurimis, Cass. n°20823.2015; Cass. n°17201.2013: in applicazione dei principi generali in tema di responsabilità per fatto illecito il risarcimento del danno spettante al proprietario di un fondo occupato senza titolo, per l'illegittimo protrarsi dell'occupazione stessa, integra un debito di valore e non di valuta). Il fatto che la norma regionale (art. 53 L. R. n°26/2007) appelli tale diritto di credito, ed il correlativo debito, in termini di indennità di occupazione, non vale a trasmutare la natura ed il fondamento della pretesa in questione, essendo oltretutto escluso che la legislazione regionale possa interferire in una materia rimessa alla legislazione esclusiva dello Stato (quale l'ordinamento civile: v. l'art. 117, lett. l), della Costituzione), e dovendo quindi prescegliersi un'interpretazione costituzionalmente orientata, della legge regionale. Per tali ragioni, la scelta legislativa del termine indennità [ordinariamente utilizzato, nell'impianto del codice civile, per i crediti lato sensu risarcitori da atto lecito], non può ritenersi allusiva della disposizione dell'art.1591 c.c., invece riferita alla fattispecie in cui il conduttore sia in mora nella restituzione della res locata, fattispecie che qui non viene in discussione. D'altronde la promessa di pagamento, della medesima indennità di occupazione, contenuta nell'istanza di regolarizzazione indirizzata, al Comune di Roma, dall'odierno attore in data 18.11.2007 (v. all. 7 alla citazione), non ha oggettivamente il contenuto di un negozio abdicativo e di (inequivoca) rinuncia alla prescrizione di cui l'attore avrebbe potuto, in quel momento, già beneficiare (art. 2937 c.c.), né quindi ha implicato alcuna interruzione del termine prescrizionale allora pendente (v. l'art. 2944 c.c.), per quanto di contenuto oggettivamente indefinito, non determinato, di mero rinvio alle disposizioni di legge in materia, sì da restare del tutto impregiudicata la questione della decorrenza e maturare del termine prescrizionale, e della conseguente quantificazione del debito genericamente riconosciuto dalla istante (si impegna altresì a corrispondere ... quanto dovuto ai sensi e per gli effetti del comma 3 dell'art. 53 della Legge Regionale 28 dicembre 2006 n. 27 e successive modifiche e integrazioni). Per tutte le ragioni sopra esposte deve concludersi che il credito vantato dall'ATER a titolo di indennità di occupazione, di natura risarcitoria, fosse soggetto alla prescrizione quinquennale, ex art. 2947 c.c., maturata e decorsa permanentemente, tempo per tempo, sintantoché perdurata l'occupazione senza titolo del proprio cespite, da parte dell'attrice.
<< Indietro

Indennità di occupazione e prescrizione

» Giurisprudenza » Rassegna giurisprudenzaTorna su